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giovedì 19 gennaio 2012


Carnevali e feste tradizionali del Brasile, le 10 da non perdere


Il Carnevale fa parte dell'anima delBrasile, ed anche se tutti considerano Rio come il cuore dl Carnevale Brasiliano, in realtà questa festa attraversa a 360° tutta la nazione sudamericana con la settimana che precede la quaresima che diventa uno dei maggiori periodi turistici dell'anno, quando sono migliaia i viaggiatori che arrivano in Brasile per farsi catturare dalla magia del carnevale. Ma il Carnevale riaffiora in altri periodi dell'anno: è intrinseco nel popolo brasiliano, una festa si trasforma sempre in un grande carnevale! Ecco allora una selezione delle 10 migliori feste di carnevale e della tradizione del Brasile, che si svolgono in varie parti della nazione, nei vari periodo dell'anno, come riportato sul sito inglese della Lonely Planet.

1) Rio de Janeiro
E' la festa delle feste, una delle più grandi se non la maggiore del mondo, in una sola parola “Carnaval” , in tutte le sue colorate forme è praticamente diventato sinonimo di Rio. Il suo clou sono i 5 giorni scatenati, che vanno dal venerdì al martedì che precede il Mercoledì delle Ceneri, ma i residenti di Rio iniziano la festa in anticipo di mesi. Ammirerete le sfilate con carri allegorici molto elaborati, che vengono affiancati da migliaia di martellanti tamburini e ballerini scatenati, che avviene nel Sambodromo, con il culmine dei festeggiamenti, ma la vera festa carioca la potrete vedere nelle più piccole ma selvagge feste che si svolgono in varie parti della città. I visitatori sono invitati a partecipare a questo folle caos. Ci sono concerti gratuiti dal vivo che si svolgono in tutta la città, e tutta la città balla a ritmi scatenati per tutti i 5 giorni finali di festa. Qualunque cosa sceglierete di fare, preparatevi per le notti insonni, una dose abbondante di caipirinha (in pratica la bevanda nazionale brasiliana per lo sballo) tanta samba e trovarsi immersi ad una folla gioiosa. Attenzione però alle zone che andrete a frequentare.
2) Salvador de Bahia
Il Carnevale a Salvador accende le strade del Pelourinho e dintorni dalla fine di febbraio ai primi di marzo, soprattutto con la musica improvvisata e spontanea dei trios elétricos e cioè bande con strumenti elettrici amplificati che suonano sopra dei rimorchi a volumi spaventosi, circondati da 2 milioni di persone in delirio. Per una settimana intera si balla, si beve, ci si bacia, fino a quando non si cade a terra, per poi rialzarsi il giorno dopo e ricominciare. Ogni anno la città designa un tema specifico per il Carnevale, e decora la città di conseguenza.

3) Porto Seguro
Porto Seguro possiede un impressionante Carnevale, con abbondanza di balli per le strade, musica per 24 ore al giorno, e senza esclusione di colpi di festa. Forse è un po' meno selvaggio rispetto ad alcune delle famose feste di carnevale in Brasile, ma dura fino al Sabato dopo il Mercoledì delle Ceneri.
Porto Seguro poi si può tornare per Natale, quando per tutti gli appassionati di cultura, si celebra la Festa de São Beneditonella Histórica Cidade. I bambini anneriscono le loro facce ed eseguono danze africane dal 25 al 27 dicembre.

4) Olinda
Ognuno qui indossa un costume per tutti gli 11 giorni, e altrettante notti, del Carnevale di Olinda, che si tiene nel periodi di Pasqua. Balli, notti di samba, ritmi afro-brasiliano e un sacco di spettacoli in strada caratterizzano la celebrazione di questo periodo di feste. Tutto il programma avviene in modo un po' improvvisato per le strade, però di certo l'inaugurazione ufficiale ha inizio con una sfilata di 400 “vergini” (in reltà uomini) e premiazione per la vergini più belle e più osé.


5) Recife
Il ritmo martellante dei maracatu (lenti e pesanti rulli di tamburo afro-brasiliani) che si svolge durante il festival di Recife non è roba per mammole. Si tratta di un evento partecipativo che si tiene a Pasqua, con una euforia contagiosa e danze favolose: la gente non si siede a guardare qui, si unisce alla festa. Anche i mesi precedenti al Carnevale sono pieni di feste e prove pubbliche che sono divertenti quasi quanto l'evento reale, soprattutto la settimana prima di Pasqua.

6) Paraty
Anche la città di Paraty ama festeggiare, a cominciare dalla sua strana versione del Carnevale di Pasqua. Sono centinaia i giovani festaioli che danzano per le strade ciottolate e, durante la Settimana Santa, celebrano questi magnifici luoghi con grandi fiaccolate. Anche durante la festa del Corpus Domini a giugno, la cittadina si anima nuovamente, e questa volta le strade sono coperte di segatura colorata, foglie, fiori, fondi di caffè e gesso.

7) São Luís, Maranhão
Il Bumba Meu Boi è un selvaggio festival folcloristico, derivato da influenze africane, indiane e portoghesi che si confondevano durante il periodo coloniale. L'evento, che si tiene da fine luglio fino a metà agosto, ruota attorno alla storia della morte del bue e della risurrezione. Accompagnato da un discontinuo flusso di artisti di strada, molti vestiti da buoi o da creature mitologiche, a São Luís si racconta la storia attraverso il canto, la danza, il teatro e la capoeira il ballo-lotta afro-brasiliano, molto spettacolare.

8)Belém
Il Carnevale di Belém è il più grande festival sul Rio delle Amazzoni, ed è chiamato il Cirio de Nazaré: questo perchè ruota attorno a una piccola statua di Nossa Senhora de Nazaré (Nostra Signora di Nazareth) che si crede di aver fatto miracoli. Per secoli, i brasiliani sono venuti qui per onorare la Vergine, portando la statua da Belem a Icoaraci e ritorno in un corteo sul fiume, di centinaia di barche. Milioni di persone riempiono le strade durante la seconda settimana di ottobre, insieme con i suoni di inni, campane e fuochi d'artificio, per accompagnare l'immagine dalla Catedral da Sé fino alla basilica.

9) Natal
Qui la festa prende il nome di Carnatal, ed è l'evento più potente del carnevale che si svolge fuori stagione. Si hanno analogie con quello di Salvador de Bahia, con le bande dei trios electricos che riempiono la festa di musica ed energia. Si svolge di rito nelle prime settimane di dicembre.

10) Spiaggia di Copacabana, Rio de Janeiro
L'ultima festa dell'anno più potente è quella che si svolge a Rio, che diventa un secondo carnevale della città carioca. Il modo migliore per vedere il nuovo anno è sicuramente quello di partecipare alla festa Reveillion sulla spiaggia di Copacabana a Rio, dove lo spirituale ed il profano si uniscono per una notte davvero straordinaria. Due milioni di persone si accalcano sulle sabbie, pronti ad accogliere il nuovo anno. Da circa le 8 di sera le bande eseguono straordinari concerti sui palchi disposti lungo i quattro chilometri di spiaggia, pompando una grande varietà di musica brasiliana e internazionale. A mezzanotte uno spettacolo di fuochi d'artificio illumina il cielo notturno, mentre il più resistente dei festaioli continua la festa in riva al mare, fino alla magnifica alba.

Poi inizia un nuovo anno, un altro anno scandito dalle tante feste di carnevale e della tradizione, del Brasile!

mercoledì 18 gennaio 2012

Haider

                                       Jörg Haider


Fabio Stentardo e Jòrg Haider
Jörg Haider (Bad Goisern26 gennaio 1950 – Köttmannsdorf11 ottobre 2008) è stato un politicoaustriaco. Fondatore della BZÖ (Alleanza per il futuro dell'Austria), in passato era stato leader del partito conservatore FPÖ (Partito della Libertà austriaco), che proprio con Haider aveva ottenuto il miglior risultato di sempre alle elezioni del  1999, diventando il secondo partito austriaco. 

Gli anni giovanili 

Nacque il 26 gennaio 1950 a Bad Goisern, in Alta Austria; il padre era stato un funzionario del Terzo Reich. Haider s'iscrisse al Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) ancor prima di laurearsi in diritto. Divenne portavoce del movimento dei giovani liberali nel 1971, e mantenne la carica fino al 1977.
Dopo la laurea, nel 1973, iniziò il servizio di leva nell'esercito austriaco, che prolungò volontariamente di 3 mesi (invece dei nove mesi obbligatori, ne svolse 12). Nel 1974 iniziò a lavorare presso l'Università di Vienna, presso il Dipartimento di Diritto Costituzionale.

Carriera politica 

L'ascesa all'interno dell'FPÖ 

Grazie al suo carisma, Haider divenne dapprima segretario e presidente della sezione carinziana del FPÖ (dal 1977 al 1983), e poi, dal 1986al 2000, segretario nazionale del movimento, che durante la sua segreteria abbandonò i principi tipici d'un partito liberale e aderì a una sorta di populismo nazionalista.
Il punto decisivo della sua carriera si concretizzò nel settembre 1986, quando sconfisse il vice cancelliere austriaco Norbert Steger nelle votazioni per la dirigenza del partito, al congresso di Innsbruck del FPÖ. Molti delegati temevano infatti che le posizioni politiche liberali di Steger, e la sua alleanza con i social-democratici, potessero minacciare l'identità e l'esistenza del partito.
Fabio Stentardo e Jòrg Haider

Governatore della Carinzia e aumento dei consensi 

Nel 1989 Haider fu eletto governatore della Carinzia, ma due anni dopo fu costretto alle dimissioni per aver elogiato pubblicamente la politica socio-economica di Adolf Hitler. Nonostante questo, egli riuscì ad attirare a sé svariati austriaci, che si sentivano delusi, o peggio ancora stritolati dal consociativismo tra l'ÖVP (Partito Popolare Austriaco) e l'SPÖ (Partito Socialdemocratico Austriaco). Nel 1999 fu rieletto presidente della Carinzia, e nelle elezioni politiche dello stesso anno ottenne quasi il 30 % dei voti.
Cominciò allora un periodo di collaborazione governativa tra l'ÖVP e l'FPÖ: tale accordo, seppur inviso all'Unione europea, perdurò fino al2002, quando Haider ritirò la fiducia al governo guidato dal popolare Wolfgang Schüssel.
Dopo la sconfitta del suo partito alle elezioni politiche del novembre 2002 (alle quali ottenne solo il 10,2 % dei voti) Haider, che aveva lasciato la presidenza dell'FPÖ a Susanne Riess-Passer già da due anni, si ritirò dalla politica nazionale. Il successo ottenuto in Francia da Jean-Marie Le Pen lo convinse però a ricandidarsi: nelle elezioni del marzo 2004 riuscì a ottenere il 42,5 % dei voti in Carinzia, e si fece così rieleggere governatore della regione.

L'abbandono dell'FPÖ e la fondazione del BZÖ 

In seguito alle oscillazioni del consenso elettorale, l'FPÖ, di cui la sorella di Haider, Ursula Haubner, era diventata presidente, iniziò a essere attraversato da tensioni interne.
Il 4 aprile del 2005 Haider fondò, insieme ad altri membri dell'FPÖ (tra cui, in particolare, la sorella ed il vice cancelliere Hubert Gorbach), un nuovo partito chiamato Bündnis Zukunft Österreich(BZÖ, Alleanza per il futuro dell'Austria), diventandone segretario. Questo produsse l'effetto di scindere la FPÖ in due. Il 7 aprile 2005 egli fu quindi espulso dal suo precedente partito, l'FPÖ.
Nei mesi successivi, il BZÖ tentò di stabilire il proprio ruolo all'interno del panorama politico austriaco, ma con poco successo. Haider ed il suo nuovo partito mantennero l'accordo di coalizione con il Partito Popolare, e questo portò a duri scontri politici con l'FPÖ. Sondaggi elettorali successivi segnalarono che entrambi i partiti stavano perdendo consensi, e rischiavano di non raggiungere la soglia critica del 4 % dei voti per poter essere rappresentati in parlamento.
Nelle elezioni federali del 2008 il BZÖ ebbe invece un clamoroso successo (il 10,7 % dei voti, mentre il FPÖ raggiunse il 17,5 %), riportando così Haider nel pieno della scena politica nella fase dei negoziati per la formazione del nuovo governo.

La morte 

Haider morì l'11 ottobre del 2008 all'1:15 del mattino in un incidente d'auto a Lambichl (una frazione di Köttmannsdorf, in Carinzia), mentre tornava da una festa organizzata in occasione della presentazione di una nuova rivista carinziana avvenuta in una discoteca della cittadina diVelden, "Le Cabaret", e da una presunta successiva sosta, allo Stadtkrämer, un locale gay di Klagenfurt, dove avrebbe consumato alcol.[1][2][3] Nell'incidente riportò gravi lesioni al capo, alla colonna vertebrale e al torace, che ne causarono il decesso.[4] La Volkswagen Phaeton di servizio che guidava, senza altri occupanti, sbandò per l'alta velocità mentre compiva un sorpasso (142 km/h su un tratto limitato a 70), si ribaltò e finì fuori strada, urtando due segnali e un pilone in cemento.[5] Gli accertamenti hanno successivamente rilevato che al momento dell'incidente Haider aveva nel sangue un tasso alcolemico di 1,8 grammi per litro (contro un limite di legge di 0,5).
Il 24 ottobre la moglie Claudia diede disposizioni per il blocco della cremazione del corpo per fare ulteriori accertamenti sulle cause del decesso.[6]
Nell'aprile successivo le autorità austriache hanno formalmente chiuso l'inchiesta sulla morte del politico, escludendo le ipotesi di malori e complotti.[7]








La mia Misaki

Misaki

L'Akita americano è una razza di cane giapponese, riconosciuta recentemente dallaFederazione Cinologica Internazionale, precedentemente era considerata una varietà diAkita Inu, allevata soprattutto negli Stati Uniti, paese in cui la razza è nota semplicemente come Akita, essendo l'unica riconosciuta dall'American Kennel Club. Rispetto all'Akita Inu è più massiccio e pesante, un'altra differenza è che lo standard riconosce tutti i colori.[1]
Uno studio sul DNA di 85 razze di cani appartenenti all'American Kennel Club (cinque individui per razza nella maggior parte dei casi), condotto da H.G. Parker, ha rivelato che l'akita americano, insieme allo Shiba Inu e al Chow Chow, è la razza che presenta meno differenze genetiche con il lupo grigio.


Storia:
Gli Akita odierni, discendono dagli antichissimi cani da caccia matagi, diffusi prevalentemente nella regione montuosa nel nord dell’isola di Honshū, la maggiore del Giappone, nella Prefettura di Akita, da cui la razza prende il nome. Le prede dei matagi erano cervi,cinghiali ed in particolare l’orso. Questi cani tenaci, agili e rapidi seguivano le tracce del selvatico e una volta raggiunto lo tenevano a bada fino all’arrivo dei cacciatori.
Nel diciannovesimo secolo i matagi vennero impiegati nei combattimenti tra cani, disciplina in cui erano abilissimi, ma nonostante questo, per aumentarne la stazza, vennero incrociati con grossi molossoidi occidentali, nel 1908 i combattimenti tra cani vennero vietati in Giappone, ma questo tipo di Akita continuò a diffondersi.
Nel ventesimo secolo la fama della razza crebbe grazie alla storia dell’akita Hachi, affettuosamente soprannominato Hachikō, nato nel 1923 ed appartenuto al professor Hidesaburō Ueno. Hachi era solito accompagnare ogni giorno il professore alla stazione ferroviaria di Shibuya a Tokyo, quand’egli partiva per andare al lavoro, per poi tornare ad aspettarlo al suo ritorno. Il 25 maggio 1925, quando Hachiko aveva 18 mesi, il professore fu colpito da un ictus mentre era all’università e morì. Hachiko continuò a recarsi ogni giorno alla stazione, non si rassegnò mai ed aspettò l’arrivo del suo padrone fino alla morte, che avvenne nove anni dopo, nel 1934 a Shibuya venne subito posta una statua di bronzo in onore di Hachikō e della sua fedeltà.
Nel 1931 l’Akita fu ufficialmente dichiarato Monumento Naturale del Giappone e nella città di Ōdate, nella Prefettura di Akita, venne organizzato il Nihon Ken Hozonkai, per preservare la razza come tesoro nazionale. Nel 1935 anche ad Odate venne installata una scultura raffigurante una famiglia di akita e nel 1967, per commemorare il cinquantesimo anniversario della Società per la preservazione del cane di Akita, venne fondato un museo dedicato alla razza.
Nel 1937 la scrittrice statunitense Helen Keller visitò la Prefettura di Akita e dopo essersi informata sulla storia di Hachikō, espresse il desiderio di avere un cane della stessa razza, il primo, Kamikaze-go, che ottenne in dono dalla popolazione locale, morì dopo poco tempo di cimurro, nel 1939 il Governo giapponese provvide a regalarle un secondo Akita, Kenzan-go, fratello di Kamikaze-go, questi furono i primi esemplari di Akita ad essere stati introdotti negli Stati Uniti e furono importantissimi per la notorietà e la diffusione della razza in occidente. La scrittrice così ricorda Kamikaze-go sull'Akita Journal: « Se mai è esistito un angelo con la pelliccia, quello era Kamikaze. So che non otterrò mai più la stessa tenerezza da un altro animale. I cani Akita hanno tutte le qualità che mi attirano - gentilezza, socievolezza e lealtà. »
Alla fine della seconda guerra mondiale, alcuni soldati americani si innamorarono di questi cani e li portarono in patria. Nella prima metà del '900 la morfologia degli Akita Inu in Giappone corrispondeva all'odierno Akita americano, ma mentre in patria ed in seguito anche nelle altre nazioni, si è poi cercato di ritornare a quello che si crede sia il tipo originario, nei paesi anglosassoni si è invece continuato ad allevare il cosiddetto tipo americano.[3]
Nel 2001 la Federazione Cinologica Internazionale, ha riconosciuto la razza come separata dall’Akita Inu, inizialmente, con la denominazione di Grande Cane Giapponese, è stata inserita nel secondo gruppo, quello dei molossoidi, nel 2005 è poi stata rinominata Akita americano e spostata nel quinto gruppo, dei cani di tipo spitz. Mentre l’American Kennel Club continua a considerare l’akita un’unica razza.


Aspetto 

Cane di taglia grande, costituzione solida, ben equilibrato, con molta sostanza ed ossatura pesante. La testa è massiccia, ampia e triangolare, gli occhi piccoli, triangolari e marroni, il muso è largo, profondo, con tartufo largo e nero, le mascelle sono potenti con dentatura a forbice, gli orecchi sono piccoli, eretti e portati in avanti quasi in linea col dorso del collo, il quale è spesso e muscoloso, così come il dorso e gli arti, il petto è ampio e profondo. Il pelo è doppio, con sottopelo spesso e soffice e pelo esterno dritto e rigido, lungo sulla schiena circa 5 centimetri, una misura leggermente maggiore rispetto al resto del corpo, eccetto la coda, che viene tipicamente portata alta, arrotolata sul dorso o sui fianchi. È ammesso qualsiasi colore come il rosso, il fulvo, il bianco, il sesamo, il marrone, anche macchiato o striato, tipica di molti soggetti la maschera nera, non ammessa invece nell'Akita Inu. I maschi sono alti 66-71 cm e le femmine 61-66 cm; il peso si aggira intorno ai 50 chilogrammi. Il dimorfismo sessuale è molto marcato.[4][5]

Carattere 

Estremamente intelligente, amichevole, attento, pronto, dignitoso, docile e coraggioso, molto attaccato ai componenti della propria famiglia, ma diffidente verso gli estranei, non abbaia quasi mai. Spesso non è tollerante nei confronti degli altri cani dello stesso sesso.